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DALL’AUTORITA’ PER LA PROTEZIONE DEI DATI DELLA FRANCIA: Le Diffide Della CNIL Sul Prolungamento Della Tessera Sanitaria

DALL’AUTORITA’ PER LA PROTEZIONE DEI DATI DELLA FRANCIA: Le diffide della CNIL sul prolungamento della tessera sanitaria

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A seguito dell’audizione del suo presidente al Senato, la Cnil pubblica la sua posizione sulla proroga dell’uso obbligatorio della tessera sanitaria prevista dal disegno di legge relativo alla gestione della crisi legata al COVID-19. Pur non rimettendo in discussione il principio di proroga, la CNIL richiama l’attenzione su diversi punti del dibattito parlamentare.

L’essenziale

  • La CNIL avverte il Parlamento che istituire una tessera sanitaria per l’accesso ai luoghi della vita quotidiana ea molti mezzi di trasporto è una scelta etica. Dobbiamo evitare qualsiasi banalizzazione di questo tipo di misure.
  • Il contesto sanitario può giustificare misure eccezionali, se davvero necessarie per contrastare la ripresa dell’epidemia ed evitare un nuovo contenimento.
  • La CNIL sottolinea che il fatto che i test siano gratuiti oa pagamento è essenziale per valutare la portata della misura.
  • La CNIL invita il Parlamento a interrogarsi in maniera precisa sui luoghi dove il pass sanitario è realmente necessario e sulla possibilità di non includere i minori nel dispositivo.
  • Ritiene essenziale che il Parlamento chieda una valutazione in autunno di tutte le misure messe in atto per combattere il COVID-19, e in particolare i dispositivi digitali, al fine di rimuovere quelli la cui utilità non è stata dimostrata.
  • La legge dovrebbe specificare ulteriormente le modalità di verifica dell’identità dei titolari di tessera sanitaria, per evitare la generalizzazione di controlli sproporzionati.

Il contesto e il ruolo del CNIL

La Cnil si è già pronunciata due volte sul lasciapassare sanitario, attraverso i suoi pareri del 12 maggio 2021 e del 7 giugno 2021

La tessera sanitaria è stata quindi limitata agli eventi del tempo libero che riuniscono più di 1.000 persone e viaggiano all’estero, nonché ai viaggi tra la metropoli, la Corsica o oltreoceano.

Dal 21 luglio 2021, la tessera sanitaria è obbligatoria per i luoghi di svago e cultura che riuniscono più di 50 persone: sale per spettacoli, parchi divertimento, sale da concerto, festival, palazzetti dello sport, cinema.

Il suo obiettivo è limitare la circolazione del COVID-19 condizionando l’accesso a un certo numero di luoghi, eventi o servizi, alla presentazione di un certificato di vaccinazione, di un test di screening negativo per COVID-19, o di un certificato di guarigione da precedenti contaminazione da COVID-19. 

Questo pass è sotto forma di codice QR disponibile dall’applicazione TousAntiCovid o in versione cartacea.

Il ddl relativo alla gestione dell’emergenza sanitaria, varato d’urgenza questa settimana dal Parlamento, prevede in particolare una proroga del sistema fino al 31 dicembre 2021 e una fortissima proroga del tesserino sanitario: la sua presentazione sarebbe necessaria per l’accesso a bar, ristoranti, mezzi pubblici a lunga percorrenza e grandi centri commerciali.

Nel disegno di legge sono previste altre misure, come l’ampliamento del sistema di isolamento delle persone contagiate, l’istituzione di un obbligo di vaccinazione per le persone che lavorano nel settore sanitario e medico-sociale, o ancora la modifica del regime legale per le pratiche creato per combattere l’epidemia.

I ritardi nella preparazione del disegno di legge non hanno permesso al governo di sequestrare la CNIL, che non era legalmente obbligatoria. Tuttavia, il relatore del testo al Senato ha voluto sentire il presidente della CNIL il 21 luglio 2021.

Per trasparenza, la CNIL rende pubblica questa dichiarazione , i cui punti principali sono i seguenti.

audition_presidente-cnil_senat-21-07-2021-passe_sanitaire

Una domanda che va oltre il problema della salute

La significativa estensione dell’uso obbligatorio del passaporto sanitario pone nuove e complesse questioni di articolazione tra la tutela della salute pubblica e l’esercizio delle libertà fondamentali. Questa scelta ha una dimensione etica. 

Il dispositivo comporterà per i francesi di presentare più volte al giorno un “pass” per le attività della vita quotidiana, che probabilmente sarà accompagnato da una forma di controllo dell’identità.

L’attuazione di un controllo sanitario all’ingresso di determinati luoghi o mezzi di trasporto mette in discussione il confine tra ciò che è sotto la responsabilità individuale e ciò che è sotto il controllo sociale. In linea di principio, non dovrebbe esserci alcun controllo sanitario all’ingresso dei luoghi di vita collettiva.

Nel corso della sua audizione, il presidente della CNIL ha quindi ricordato la necessità di prestare particolare attenzione all’effetto cricchetto di tale provvedimento. 

Il legislatore deve tenere conto del rischio di assuefazione e banalizzazione di tali dispositivi lesivi della privacy e di scivolare, in futuro, e potenzialmente per altre considerazioni, verso una società in cui tali controlli sarebbero la norma e non l’eccezione.

Un ambito e misure da valutare

Per accettare tale estensione, il Parlamento deve considerare che è essenziale per la gestione della crisi e che la restrizione alle libertà è proporzionata. 

La valutazione di questa proporzionalità dipende in larga misura dal fatto che i test di screening siano gratuiti oa pagamento .

La ripresa dell’epidemia può giustificare misure eccezionali, per evitare un nuovo contenimento, ma l’estensione del lasciapassare sanitario deve essere parametrizzata il più fedelmente possibile. Il presidente della CNIL ha invitato il Parlamento a distinguere ulteriormente i luoghi e le attività interessate dal lasciapassare sanitario, tenendo conto delle altre misure messe in atto per ridurre i rischi di contaminazione in ciascuno di questi luoghi: indossare una mascherina, distanziamento, capacità di accoglienza, eventuale calibro, ecc. 

Questi rischi non sono gli stessi tra, ad esempio, le sale da pranzo e le terrazze dei ristoranti.

Se l’obiettivo della tessera sanitaria è evitare che il nostro sistema sanitario venga nuovamente travolto da un afflusso di persone che sviluppano forme gravi di COVID-19 per mancanza di vaccinazione, la CNIL ha interrogato il Parlamento sulla necessità di includere nel sistema i più giovani, poiché generalmente non sviluppano una forma grave della malattia.

Il presidente della CNIL ha anche interrogato il Parlamento sulla relativa utilità del lasciapassare sanitario rispetto ad altre misure messe in atto dall’inizio dell’epidemia. Gesti barriera, obbligo di mascherina, telelavoro sanitario, un sistema di indagine sanitaria senza precedenti, applicazione TousAntiCovid, promemoria, campagna vaccinale e tessera sanitaria: la legge dovrebbe prevedere il principio della valutazione rigorosa e scientifica di questi vari file e dispositivi, in particolare dispositivi digitali, al fine di rimuovere strumenti che si rivelano o sono diventati inutili. 

Dovremmo, ad esempio, tenere un dispositivo notebook promemoria (digitale o cartaceo) nei ristoranti se limitiamo l’accesso solo alle persone vaccinate, immunizzate o risultate negative al COVID-19?

Infine, l’imperativo della necessità implica che il dispositivo sia limitato nel tempo, cosa ben prevista in bolletta.

Ulteriori garanzie da aspettarsi

Nel disegno di legge sono già previste garanzie sostanziali, come l’esclusione di luoghi legati alle consuete manifestazioni di alcune libertà fondamentali (libertà di religione o libertà politica e sindacale), la previsione di esenzioni applicabili ai minori e ai soggetti per i quali il è controindicata la vaccinazione, il divieto di conservare i dati del tesserino al termine del processo di verifica o il mantenimento della carta alternativa al tesserino sanitario digitale.

La CNIL ha richiesto alcune garanzie aggiuntive. Vorrebbe che la legge precisasse ulteriormente le modalità di controllo del tesserino sanitario, ed in particolare il controllo dell’identità del titolare del tesserino. 

La generalizzazione di controlli approfonditi dell’identità dovrebbe essere evitata in tutti i luoghi in cui è stabilito il pass sanitario. 

Inoltre, dovrebbero essere chiarite anche le condizioni per il trattamento dei dati medici dei dipendenti da parte dei loro datori di lavoro, al fine di evitare la creazione di un file contenente tutti i certificati di vaccinazione dei dipendenti: il datore di lavoro dovrebbe solo tenere traccia dello stato vaccinale e garantire la sicurezza di questi dati sensibili.

Udienza del 21 luglio 2021 davanti alla Commissione Diritto del Senato sul disegno di legge relativo alla gestione della crisi sanitaria – Premessa di Marie-Laure Denis, Presidente della CNIL:

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FONTE: AUTORITA’ PER LA PROTEZIONE DEI DATI DELLA FRANCIA – CNIL

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